Follia Quotidiana

4 dicembre 2011

Durban: la guida al summit sul clima

Filed under: Uncategorized — folliaquotidiana @ 19:50

Questo articolo è stato tradotto da New Scientist. cop17

Ci sarà un accordo quest’anno?

Purtroppo no. Ai legislatori americani non piace l’idea di un limite legalmente vincolante sulle emissioni. I russi e i giapponesi hanno affermato che senza gli Stati Uniti non sono interessati ad un tale accordo. Idem per Cina e India. Questa situazione lascia la Germania come unica tra le sei nazioni con maggiori emissioni ancora favorevole ad un accordo vincolante.

Anche gli ottimisti non credono che i politici statunitensi saranno favorevoli ad un nuovo accordo sul clima non prima del 2016. Il meglio che si può sperare è la formazione di una "coalizione di volenterosi" intenzionata a riempire il vuoto con una estensione del protocollo di Kyoto che non include gli Stati Uniti. Stiamo per assistere ad un decennio di summit sul clima che non ha portato a nulla.

La maggior parte dei senatori statunitensi è a malapena convinto dell’esistenza dei cambiamenti climatici, figurarsi le azioni da intraprendere. La maggior parte delle altre nazioni fanno molti discorsi, ma rinviano decisioni difficili dando la colpa alla propria situazione economica. Alcuni pensano che la recessione permetterà di guadagnare un po’ di tempo [attraverso la diminuzione dei consumi e quindi del fabbisogno energetico ndT]. Non è detto. L’anno scorso si è registrato il più elevato aumento di emissioni di anidride carbonica mai registrata – quasi il 6%. Questo incremento è dovuto principalmente alla Cina, all’India e alle altre nazioni che hanno bruciato una maggiore quantità di carbone, che è il combustibile più sporco.

Ma il carbone non doveva scomparire?

In realtà è il contrario. Nel summit climatico del 2006, il mondo otteneva il 25% dell’energia primaria dal carbone; ora la proporzione è del 30%. Anche la Germania utilizzerà una maggior quantità di carbone con la chiusura delle sue centrali nucleari a seguito del disastro della centrale giapponese di Fukushima. Ad appena due ore di viaggio da Durban, nella Baia di Richards, il Sud Africa alimenterà l’impiego di carbone nel mondo attraverso il maggiore terminal al mondo per l’esportazione del carbone.

Nel frattempo, l’anidride carbonica sta continuando ad accumularsi nell’atmosfera. Nel 2016, le concentrazioni supereranno probabilmente la quota di 400 parti per milione, a differenza del valore di 353 parti per milione registrato durante il summit di Rio de Janeiro del 1992.

Esiste un piano B?

Potrebbe esserci un tale piano. Anche senza un protocollo di Durban, alcune nazioni hanno affermato che osserveranno dei limiti nelle emissioni volontariamente. L’Unione Europea ha legiferato per tagliare le emissioni del 20% rispetto al livello del 1990 entro il 2020. La Cina, il Brasile, il Messico e altri hanno annunciato la riduzione dell’intensità di emissione delle rispettive economie – ovvero la quantità di anidride carbonica emessa per unità di PIL – anche se le loro emissioni continueranno probabilmente ad aumentare. Alcuni stati USA guidati dalla California, stanno preparando dei tetti alle emissioni. Altri vedono questo approccio come una via senza uscita. Altri lo considerano l’unica via da percorrere.

A Durban si terranno anche i negoziati sugli accordi REDD (Reduced Emissions from Deforestation and forest Degradation), che potrebbe fornire alle nazioni e le industrie che si sono fissate degli obiettivi di riduzione delle emissioni un sistema per controbilanciare tali emissioni attraverso investimenti sulla conservazione delle foreste. Tali accordi potrebbero avviare un mercato globale sul carbonio e aiutare a creare un consenso politico per i futuri accordi.

Può esistere un mercato del carbonio senza prima un accordo globale?

Difficilmente. Senza limiti legali sulle emissioni, non ci sono permessi legalmente vincolanti sulle emissioni da poter scambiare. In questo modo un sistema volontario potrebbe essere a rischio di collasso. Il prezzo delle emissioni sull’attuale mercato, basato sui permessi europei del protocollo di Kyoto, si è dimezzato durante il mese di Novembre ed è sceso sotto i 6 euro per tonnellata.

Altre possibilità?

Si, ci sono. Il Environment Programme delle Nazioni Unite sta facendo grandi sforzi per eliminare le emissioni di particolato prodotte dai motori diesel, dalle stufe, dai forni per la lavorazione dei materiali e così via. Il particolato è la seconda causa del cambiamento climatico, ma non è incluso nei negoziati. Esso resta nell’aria solo pochi giorni, quindi il taglio delle emissioni avrebbe un impatto notevole e immediato. I responsabili dell’Environment Programme affermano che un bando delle emissioni di particolato potrebbe diminuire il riscaldamento globale di 0.5 °C per il 2030, raggiungendo un -0.7 °C nell’Artico.

Anche con questo, le previsioni sono brutte, vero?

Orribili. Nessuno sa con sicurezza, ma la sobria International Energy Agency ha affermato che rimangono solo sei anni per poter restare all’interno del limite dei 2°C. E l’IPCC ha avvertito che un tale riscaldamento potrebbe portare un incremento degli eventi meteorologici estremi, dalle siccità e alluvioni fino a pericolose ondate di calore.

Quindi quale sarà il tema cruciale del meeting a Durban?

Il tema più caldo sarà probabilmente la richiesta del fondo da 100 miliardi di dollari promesso per aiutare le nazioni povere ad adattarsi ai cambiamenti climatici, che dovrebbe essere avviato nel 2013.

Come sarà possibile per le nazioni accedere al fondo?

Buona domanda. Nessun sembra essere sicuro sui criteri di accesso al fondo. Secondo alcuni dovrebbe essere destinato a nazioni vulnerabili a qualunque tipo di eventi estremi. Altri affermano che i soldi dovrebbero andare a coloro che hanno dimostrato che tali pericoli provengono dai cambiamenti climatici provocati dall’uomo. In ogni caso, le nazioni ricche si stanno dimostrando molto reticenti a mettere mano al portafoglio.

Quindi, dove si potrebbero puntare gli investimenti?

Umm. Geoingegneria?

This article has been translated from New Scientists (http://www.newscientist.com/article/dn21219-durban–your-guide-to-the-latest-vital-climate-summit.html). This blog agrees to indemnify RBI and New Scientist against any claim arising from incorrect or misleading translation.

La conferenza sul clima di Durban procede sotto i peggiori auspici

Filed under: ambiente, follia — Etichette: , , , — folliaquotidiana @ 02:06

Dopo la débacle di Copenhagen, sembra che due anni non siano passati. Nella nuova conferenza sul clima la situazione è sempre di stallo, mentre il tempo passa inesorabilmente. La maggior parte degli osservatori ritiene che non ci saranno impegni da parte delle nazioni industrializzate nel fissare limiti vincolanti alle emissioni di anidride carbonica. Le nazioni del mondo si stanno dividendo in due gruppi. Uno è determinato a raggiungere un trattato globale il prima possibile ed è costituito dall’Europa e molte nazioni in via di sviluppo, l’altro desidera prendere tempo e indebolire eventualmente un trattato globale vincolante. Quindi la situazione è attualmente la seguente: l’Europa chiede un nuovo accordo immediatamente, da rendere operativo entro il 2020 al massimo. Gli Stati Uniti, la Russia, il Giappone assieme a Brasile e India chiedono un tempo più lungo.

Nei due anni precedenti non è accaduto sostanzialmente nulla: le nazioni industrializzate non sono riuscite a raggiungere un accordo per un trattato che continui dopo la scadenza del protocollo di Kyoto. Tuttavia, con la probabile immobilità di questo summit, si perderanno altri anni.

La situazione climatica è abbastanza chiara. Il limite di 2° C entro il quale le conseguenze del riscaldamento globale non saranno irreversibili è molto probabilmente destinato ad essere superato. Per restare entro il limite si dovrebbe agire immediatamente, in questo stesso summit e stabilire una politica globale e vincolante di diminuzione delle emissioni.

In questi anni, le lobby dei produttori di combustibili fossili, i governi miopi, egoisti e avidi, una parte dell’opinione pubblica disinteressata e/o disinformata opportunamente dai pennivendoli dei media, sono riusciti a bloccare ogni tentativo (eccezione fatta per il protocollo di Kyoto) di cambiamento per più di un decennio.

Se le cose continueranno ad andare in questo modo, il cambiamento climatico previsto per la fine del secolo si assesterà su un aumento di circa 4° C. Quali saranno le conseguenze? Secondo il Met Office gli effetti causeranno problematiche molto gravi. L’agricoltura subirà una diminuzione nella produzione dei cereali nel Sudest asiatico del 5%, anche considerando l’effetto benefico che potrebbe avere un aumento della CO2 sulle piante. Ma la sicurezza della produzione alimentare sarà minacciata da una maggiore frequenza dei periodi di siccità, che diminuiranno la produzione globale di mais del 14%. L’aumento di acidità degli oceani modificherà gli ecosistemi marini e la perdita delle barriere coralline avrà un disastroso impatto su molte specie di pesci attualmente pescati per il mercato. L’aumento della mortalità per le ondate di calore è già stata sperimentata nel 2003 quando, secondo le stime, avvennero globalmente 35 mila decessi correlati al caldo. Tali eventi si verificheranno con una frequenza 100 volte superiore a quella attuale nei prossimi quattro decenni. Lo scorrimento dei fiumi in media diminuirà del 70% nel Mediterraneo, nell’Africa meridionale, nell’Asia centrale e nelle Americhe. Attualmente circa un miliardo e mezzo di persone (si, la cifra è quella) vivono in zone dove le risorse idriche sono sotto stress (meno di 1000 m3/anno/persona). Per il 2080, un altro miliardo di persone, che attualmente non hanno questo problema, dovranno vivere in una regione dove le risorse saranno scese sotto il livello di stress. In totale circa il 35% delle popolazione globale potrà essere a rischio.

11 novembre 2011

Le nuove balle del Battaglia

Il Prof. Battaglia riprende uno dei suoi passatempi preferiti: convincere i poveri lettori de “Il Giornale” che il riscaldamento globale non esiste. E io, nel mio piccolo, riprendo uno dei miei passatempi preferiti: verificare le affermazioni del professorone. Nel suo ultimo articolo viene criticata nientemeno che la rivista Nature, colpevole, a suo dire, di “non gradire i risultati che sconfessano l’origine antropica dei cambiamenti climatici”. Analizzo le affermazioni contenute nell’articolo prendendo ad esempio i dati analizzati dal GISS (Goddard Institute for Space Studies) della NASA, dal National Climatic Data Center del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e dall’Hadley Center del Met Office. I dati grezzi sono gli stessi ma le analisi sono effettuate da gruppi diversi, che garantisce una verifica sulle conclusioni. Queste ultime sostengono l’esistenza di un aumento delle temperature globali sia terrestri che marine di origine antropica.  

Il Battaglia sostiene che

le misure dalle stazioni di terra ci direbbero che il pianeta si sta riscaldando. Peccato che 1) quelle stazioni campionano meno del 30% della superficie delle terre emerse e trascurano la totalità della superficie degli oceani

Potrei fare facili battute sul fatto che le stazioni di terra si chiamano così perché non stanno sul mare… Ma, tornando ai discorsi seri, il riscaldamento globale viene misurato sia dalle stazioni di terra che da misurazioni dirette delle temperature superficiali delle acque marine. In particolare, i dati delle temperature superficiali dei mari (Sea Surface Temperatures – SST) sono stati raccolti prima attraverso delle navi e boe e successivamente attraverso misurazioni satellitari [1].

2) il 70% di esse sono situate in località non a norma, ad esempio in aree che negli anni si sono urbanizzate (ove gli aumenti di temperatura registrati nulla hanno a che vedere col clima);

gli effetti urbani sono ben noti: le analisi effettuate dal GISS includono infatti degli aggiustamenti nei valori per compensare gli effetti non climatici sulle temperature misurate nelle aree urbane [2]. Tali effetti sono comunque piccoli, stimati in meno di 0.1 °C nel secolo scorso [2]. Poiché sono proporzionali all’area urbana in cui si trova la stazione di misurazione, vengono utilizzati satelliti che misurano la quantità di luce emessa dalle abitazioni nelle ore notturne. [2]

3) le misure satellitari, da quando disponibili, non registrano alcun aumento di temperatura dell’atmosfera né sopra gli oceani né sopra le terre emerse;

I dati satellitari sono uniti assieme a quelli non satellitari. E i dati mostrano un aumento delle temperature. (Vedere in seguito).

4) la teoria del riscaldamento globale antropogenico prevede che nella troposfera equatoriale a 10 km da terra si registri un riscaldamento almeno doppio di quello registrato a terra, ma le misure satellitari registrano, lassù, non un accentuato riscaldamento (men che meno doppio) ma un rinfrescamento!

Il NOAA fa invece notare che le recenti analisi degli andamenti delle temperature nella troposfera media e inferiore (tra 750 m e 8 km), utilizzando satelliti e palloni atmosferici, mostrano incrementi analoghi a quelli osservati per le temperature superficiali. Il raffreddamento mostrato dai dati delle parti superiori dell’atmosfera è previsto dai modelli. L’effetto serra provoca un raffreddamento nelle parti superiori dell’atmosfera a causa dell’effetto “coperta” degli strati atmosferici inferiori, che trattengono una maggiore quantità di calore lasciandone meno negli strati superiori.

 In una intervista Charles Keller, direttore del Los Alamos Institute for Geophysics and Planetary Physics, illustra altri fattori che hanno contribuito a raffreddare gli strati atmosferici superiori, in particolar modo negli anni ‘90: “Quando si osservano i primi 13 anni di temperature rilevate dai satelliti, si nota che sono in buon accordo con le temperature superficiali. Ma dal 1992 al 1997 c’è incongruenza. In quel periodo la stratosfera, lo strato atmosferico sopra alla troposfera che contiene lo strato di ozono, si è raffreddata decisamente. Ci siamo chiesti se poteva esserci qualche fattore che poteva causare un simile effetto e abbiamo controllato l’evento del 15 giugno 1991: l’eruzione del monte Pinatubo nelle Filippine”. Il gruppo di studio guidato da Keller ha scoperto che la massiccia eruzione ha accelerato la distruzione dell’ozono provocata dai clorofluorocarburi. L’assottigliamento dello strato protettivo di ozono ha impedito il normale compito di questo gas, ovvero l’assorbimento dei raggi ultravioletti. Con tale assorbimento, lo strato di ozono si riscalda e fa aumentare le temperature della stratosfera. I dati hanno mostrato che dopo l’eruzione e il successivo raffreddamento della stratosfera, le temperature superficiali e quelle atmosferiche hanno iniziato a scendere e successivamente a risalire. Le osservazioni effettuate hanno portato a nuove scoperte legate fenomeni de El Niño e de La Niña. Normalmente, durante gli anni interessati dal primo fenomeno, l’alta e la bassa troposfera hanno una temperature superiori rispetto alla superficie, mentre durante il secondo fenomeno le temperature sono invece inferiori rispetto a quelle superficiali. Tuttavia nella stagione del 1992, interessata dal fenomeno El Niño, la troposfera superiore era più fredda del previsto, prova che essa era influenzata da una stratosfera più fredda. Questi dati sono stati confermati da simulazioni computerizzate condotte dallo stesso team, che ha concluso: “I critici del riscaldamento globale sostengono che non esiste poiché non è visibile dall’atmosfera dai satelliti. Le osservazioni del nostro team eliminano potenzialmente una delle prime obiezioni a questa teoria.”

Sinceramente non so a quali analisi e a quali dati fa riferimento il Prof. Battaglia. Ma i dati raccolti da stazioni terrestri, navi, boe e satelliti, analizzati, calibrati e corretti da enti prestigiosi e disponibili pubblicamente dimostrano il riscaldamento globale. I dati satellitari sono coerenti e gli effetti urbani sui dati sono compensati. Infine, il raffreddamento della troposfera superiore conferma i modelli climatici attualmente utilizzati.

Note

[1] Reynold et al, “An improved in situ and satellite SST analysis for climate”, J. Climate, Vol. 15 (2002), pp. 1609-1625. Disponibile: ftp://ftp.emc.ncep.noaa.gov/cmb/sst/papers/oiv2pap/oiv2.pdf
[2] Hansen, J., R. Ruedy, Mki. Sato, and K. Lo “Global surface temperature change”. Rev. Geophys., 48, RG4004, doi:10.1029/2010RG000345. Disponibile: http://pubs.giss.nasa.gov/docs/2010/2010_Hansen_etal.pdf

5 novembre 2011

I nuovi mostri: Michele Pisacane

Luogo e data di nascita: Nato a Agerola (NA) il 01/01/1959
Professione: “Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale.” [4]
Filosofia di vita: “Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri” [1]pisacane_1_jpgdd1
Frase storica: “Mo’ Berlusconi me sape” (“Adesso Berlusconi lo sa, chi sono”) [2]

Nativo di Agreola (NA), inizia la sua carriera politica come consigliere comunale per la Dc e successivamente come sindaco. Poi fino al 2006 ricopre la carica di consigliere regionale nell’Udeur di Mastella. Nelle elezioni politiche del 2006 diventa deputato per l’Udeur nella maggioranza del governo Prodi. Inoltre, per arrotondare lo stipendio, viene contemporaneamente eletto sindaco di Agreola. Allievo di Mastella, lo lascia per cercare nuovi lidi e una nuova rielezione nel parlamento per le elezioni politiche del 2008, dove si candida con l’Udc di Casini e viene eletto all’opposizione.

Nel 2010 iniziano le grandi manovre in casa Pisacane: a marzo fa eleggere la moglie Annalisa Vennella nel consiglio regionale per l’Udc inserendo il suo cognome nei manifesti elettorali. Il marito chiarisce che “Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri”[1]. Meglio fare tutto in famiglia, anche perché non è male il nuovo stipendio di Annalisa: 9665 euro netti al mese [3]. L’intervista lasciata dal marito a Repubblica a settembre 2010 [4] lascia molte perplessità tra i suoi colleghi di partito, ma esprime bene la sua linea politica. Lui è “Incomprabile. Assolutamente”, sta “bene nell’Udc” ma  “se mi si caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo”. Qualche mese prima sembrava che trattasse l’ingresso nel PD [5], ma comunque si dichiara disposto a vedere “Berlusconi cosa dirà alla Camera” [4].

A Casini non piace questa chiarissima linea politica, e lo caccia dall’Udc [6]. Lui approda nel limbo del gruppo Misto in attesa di sistemazione. Nel frattempo dalla frattura con l’Udc in Sicilia, esce dal partito di Casini l’allora segretario regionale Saverio Romano che, alla Camera fonda il gruppo” I Popolari di Italia Domani” assieme a Pisacane il 28 settembre. Pisacane vota la fiducia al governo Berlusconi e fa il salto nella maggioranza. A dicembre il gruppo diventa quello che passerà alla storia come i mitici “Responsabili”, guidati da Scilipoti, i quali rivotano la fiducia a Berlusconi.

Saverio Romano viene “premiato” per il salvataggio del governo con il ministero dell’agricoltura, anche se il presidente della Repubblica Napolitano ha qualche esitazione di fronte alle indagini a carico di Romano per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra. Ma viene eletto ministro lo stesso. La maggioranza lo salva da una mozione di sfiducia.vessella

Ma non si dimenticano gli amici, soprattutto se hanno salumieri in casa. Il ministro Romano nomina la moglie di Pisacane amministratore delegato dell’Istituto per lo sviluppo agroalimentare [3]. Un altro arrotondamento non fa mai male, in questi tempi di crisi. Il marito nel frattempo si mette in luce per un dilaniante travaglio interiore durante la votazione con la fiducia del 14 ottobre [7]. Dopo aver tenuto tutta la maggioranza in bilico, Pisacane entra in aula e vota a favore, facendo raggiungere la maggioranza. Esclama trionfante: “ MoBerlusconi me sape”, ovvero Berlusconi adesso sa chi sono.

Ma evidentemente la povera famiglia Pisacane non riesce ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio da parlamentare del marito, quello da consigliere regionale e da amministratore delegato della moglie. Prima della sua nomina all’ISA, lo stipendio per i membri del CdA era di soli 25 mila euro annui escluse delle indennità. Una vera miseria: da quest’anno lo stipendio è magicamente lievitato di 5 volte (!) per l’ad, salendo a 140 mila euro annui oltre a 117 mila euro di indennità e 55 mila euro di rimborsi annui [3][8].

Ce la faranno a tirare avanti?

Note:

[1]  Lady Pisacane: «Sì, uso il cognome di mio marito Mi fa avere più voti» – Corriere della Sera, 4 marzo 2010
[2] Pisacane, il voltagabbana record – L’Espresso, 24 ottobre 2011
[3] La doppia poltrona della signora Pisacane – Corriere della Sera, 16 ottobre 2011
[4] "Sto nell’Udc, tratto col Pd e e forse voto per salvare il governo" – La Repubblica, 15 settembre 2010
[5] Agerola Il sindaco Michele Pisacane dall´UDC al PD – PositanoNews, 26 giugno 2010
[6] Cesa (Udc) propone l’espulsione di Pisacane: arreca danni al partito – Corriere della Sera, 15 settembre 2010
[7] Quota 316, i timori della maggioranza «Malpancisti» chiamati uno per uno – Corriere della Sera, 14 ottobre 2011
[8] Quintuplicato lo stipendio ‘pubblico’ della moglie del Responsabile Pisacane – Il Fatto quotidiano, 3 novembre 2011

Scheda su openpolis
Wikipedia: Michele Pisacane

13 settembre 2011

Una cosa chiamata opposizione

Desidero fare i miei complimenti agli onorevoli Buttiglione, Mantini e Rutelli [1], illuminati esponenti del gruppo centrista, cha hanno sussurrato parole dolci al premier in cambio della sua dipartita. Parole d’amore: nessuna vendetta, salvacondotto.

Peccato che nello stato di diritto non esiste né la vendetta né il salvacondotto in materia di giustizia. Perché vale l’art. 3 della costituzione, e rappresenta una ennesima legge ad personam, proprio come quelle che hanno caratterizzato l’anomalia berlusconiana.

Oltre quindi ad essere una colossale sciocchezza, queste parole dolci sono subito state interpretate dalla stampa berlusconiana come la prova definitiva che esiste un pilotaggio della magistratura contro il premier. Cosa ovviamente non vera, perché gli indizi contro il premier nei casi in cui è indagato o imputato sono tutt’altro che astratti.

Insomma, questi illuminati esponenti che dovrebbero appartenere ad una cosa chiamata opposizione hanno centrato due obiettivi contemporaneamente. Hanno detto una sciocchezza che non è moralmente praticabile e rafforzato il premier e i suoi sodali nella solita cantilena anti-magistrati. Proprio quando il governo e i suoi principali esponenti sono nella peggiore crisi di consensi.

Che coincidenze.

Note:

[1] Rutelli si è accorto adesso che il conflitto di interessi berlusconiano doveva essere risolto prima. Quando si impegna, piano piano, le cose le capisce.

8 settembre 2011

Alla deriva

Filed under: follia, politica — folliaquotidiana @ 20:13

L’Italia è ormai una nave alla deriva. Non esiste più una rotta da seguire e si naviga a vista, urtando contro gli scogli e rischiando continuamente di rimanere incagliata sui fondali incerti ed insidiosi del mercato globale.

La classe politica, con alcune eccezioni, ha dato il peggio di se. Nel momento di difficoltà ha mostrato nient’altro che codardia, tornaconto, insulti, incertezza, provincialismo e soprattutto una inettitudine e un’arroganza senza precedenti.

Dopo aver dato praticamente 3 anni di preavviso all’attuale governo, ancora oggi non si trova una soluzione credibile alla crisi. Prima una manovra, insufficiente, poi una seconda manovra, poi una correzione, in una sequenza senza fine di annaspamenti nel buio.

Berlusconi ha sperato fino all’ultimo, impegnato tra uno spot, un festino e qualche battuta, che la crisi evitasse l’Italia per magia. Perché non poteva e non può, evidentemente, fare nulla per evitarla. Ci sono state ripetute alla nausea balle su balle, che l’Italia in realtà era solida, che il sistema bancario era sano, che la gente risparmiava ed era poco indebitata, che gli altri paesi erano in condizioni ben peggiori delle nostre, che la crisi non esisteva e chi affermava il contrario era anti-italiano, disfattista, pessimista, portasfiga e forse anche terrorista.

Berlusconi non può superare la crisi, e traghettare la nave Italia fuori dalle secche, senza rinunciare ai suoi dogmi. Che fino ad ora sono stati solidi come il granito, e sono costituiti da

  1. una magistratura debole e quindi una sostanziale impunità per i reati finanziari e fiscali (condoni, prescrizione, falso in bilancio depenalizzato, evasione fiscale, ecc.)
  2. un sistema di grandi industrie legate a doppio filo con la politica e impantanato nei conflitti di interesse di cui il Premier è l’esempio più lampante
  3. un meccanismo che permette sprechi incredibili nelle finanze pubbliche

Ma il problema è della classe politica, poiché anche nel PD la situazione non è sicuramente rosea.

Le soluzioni alla crisi proposte dal governo sono state variegate e pittoresche. Prima una manovra e poi, al crollo delle borse, una seconda manovra, corretta quattro volte. Le idee troppo “sanguinose” per i cittadini e quelle che toccavano la casta politica o i soliti noti sono state ritirate velocemente. Si è arrivati al grottesco: dal mancato computo degli anni di università e del servizio militare per la pensione (con l’allungamento fino a 11 anni di lavoro per lavori particolarmente delicati come quelli dei chirurghi) all’inserimento del tfr nello stipendio. Ma un iniziale senso di vergogna aveva portato anche all’inserimento di norme per l’abbassamento dei costi della politica. Che sono state anch’esse velocemente ritirate. Il balletto sulle province e sul “contributo di solidarietà” è stata una vera e propria presa in giro degli italiani. Ora le province saranno abolite per via costituzionale, cosa che rinvierà le decisioni di un anno. Alcuni tagli ai benefit dei politici sono stati opportunamente annacquati e il contributo di solidarietà sarà un magro contributo per le casse dello stato.

Mentre le finanze dello stato soffocavano dagli interessi sul debito pubblico, in un paio d’anni si sono verificati scandali politici e inchieste che avrebbero raso al suolo ogni governo democratico esistente. Ma l’Italia di oggi sembra essere su un altro pianeta.

3 giugno 2011

Fukushima, situazione dopo circa 3 mesi dall’incidente

Filed under: energia — Etichette: , , — folliaquotidiana @ 17:35

Un team di tecnici della IAEA si è recato presso la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata gravemente dallo tsunami generato dal terremoto dell’11 marzo 2011, per valutare la situazione. In via preliminare è stato pubblicato un riassunto sul rapporto [2]

Cause dell’incidente

A seguito delle scosse sismiche avvenute l’11 marzo, le centrali nucleari giapponesi, tra cui Fukushima, si sono automaticamente spente per l’attivazione delle misure antisismiche presenti nelle centrali. Di seguito, come previsto, si sono attivati i sistemi di generazione elettrica di emergenza, costituiti da motori diesel. Circa 46 minuti dopo l’inizio del sisma le onde dello tsunami causato dal sisma stesso hanno raggiunto le coste. Nei pressi di Fukushima I le onde avevano un’altezza di 14 metri e il complesso della centrale poteva resistere ad onde alte un massimo di 5,7 metri. Le onde hanno sommerso i generatori e sono penetrate in profondità all’interno del complesso, causando l’avaria di tutti i generatori elettrici tranne uno.

Conseguenze

La disattivazione dei generatori esterni ha avuto molteplici conseguenze. Innanzitutto si sono spenti tutti gli strumenti di controllo e monitoraggio dei reattori, assieme alla perdita di comunicazioni interne ed esterne alla centrale. Poiché nelle centrali nucleari le reazioni nucleari continuano anche dopo lo spegnimento, la perdita di energia esterna dai reattori ha comportato l’assenza di sistemi di raffreddamento, che fanno circolare il liquido di raffreddamento attraverso le barre del reattore. Infatti sia il combustibile interno al reattore che il combustibile esaurito devono essere continuamente raffreddati con acqua per contrastare la generazione di calore. Il combustibile esaurito viene estratto dal reattore e inserito in apposite vasche di stoccaggio. bwr_markI

Senza il sistema di raffreddamento che smaltisce il calore generato dal combustibile, il liquido di raffreddamento (acqua) ha iniziato ad aumentare di temperatura, bollire e  trasformarsi in vapore. Conseguentemente, la pressione all’interno del reattore è iniziata ad aumentare. Per mantenere la pressione stabile, il vapore viene inviato attraverso una vasca circolare a forma di toro che si trova sulla base del reattore. Quando la vasca raggiunge la saturazione, ovvero non può più assorbire calore, inizia a bollire e aumenta la pressione. Per evitare di raggiungere livelli critici, il vapore può essere fatto fuoriuscire all’esterno attraverso condotti di ventilazione.

Ma la fuoriuscita di vapore causa la fuoriuscita di acqua, il cui livello decresce all’interno del reattore. Se il livello diminuisce troppo le barre di combustibile vengono scoperte e non riescono ad essere raffreddate. Se la temperatura aumenta sopra ad un certo livello, le barre iniziano a danneggiarsi con la fusione del combustibile, il quale si raccoglie nella parte inferiore del reattore. Il combustibile fuso può danneggiare il contenimento del reattore, facendo fuoriuscire acqua radioattiva e anche il combustibile stesso.

Situazione dei reattori

Reattore numero 1

Nei primi giorni dopo l’incidente, le temperature elevate hanno fatto bollire l’acqua aumentando la pressione del vapore. Gli operatori decisero di ventilare il vapore inizialmente nel contenimento primario e successivamente nel contenimento secondario. Ma il rivestimento di zirconio delle barre di combustibile scoperte ha fatto reazione con il vapore acqueo, producendo idrogeno. Quando l’idrogeno ha raggiunto il contenimento secondario si è incendiato con l’ossigeno e ha causato un’ esplosione che ha danneggiato l’edificio, distruggendo il tetto. Nel frattempo il combustibile ha iniziato a fondere nell’arco di qualche giorno ed è precipitato sul fondo del reattore. Attualmente è sommerso dall’acqua, ma potrebbe aver danneggiato la parete del contenitore primario [6]. La TEPCO ha iniziato a iniettare acqua marina per ripristinare il livello. Inoltre, per evitare la formazione di idrogeno è iniziata l’iniezione di azoto [1]. La fusione del combustibile è stata confermata il 12 maggio dalla TEPCO, aggiungendo che un possibile danneggiamento del contenimento del reattore potrebbe aver fatto fuoriuscire acqua altamente radioattiva nel contenimento primario [6]. Se anch’esso è stato danneggiato, l’acqua potrebbe aver raggiunto altre parti dell’edificio. Il 13 maggio la TEPCO ha iniziato l’installazione [1] di una copertura per il reattore 1, in modo da prevenire la dispersione delle sostanze radioattive fino all’implementazione di misure per il medio-lungo periodo.

Reattore numero 2

Nei primi giorni si sono verificati gli stessi fenomeni, ma sono avvenute due esplosioni gravi che hanno coinvolto il contenimento primario. Quando gli operatori tentarono di pompare acqua di mare all’interno del contenitore a pressione, si accorsero che le valvole erano chiuse e bloccate. Questa situazione ha impedito la fuoriuscita del vapore e l’iniezione di acqua di mare. Le barre sono rimaste scoperte per circa sei ore e quasi sicuramente iniziarono una parziale fusione. L’idrogeno si raccolse nella camera toroidale sotto al reattore ed esplose. Il contenimento primario rimase danneggiato. Inoltre il combustibile fuso ha contaminato l’acqua con materiale radioattivo e il danno al contenimento ha permesso all’acqua radioattiva di fuoriuscire.

Reattore numero 3

Anche nel reattore 3 gli eventi si sono succeduti in modo analogo. Tuttavia gli operatori sono riusciti a inserire acqua di mare all’interno del reattore, riducendo la temperatura. Purtroppo la formazione di idrogeno ha causato una esplosione. Dal 16 marzo viene avvistato del fumo bianco, probabilmente proveniente dal contenimento primario e radioattivo. Lo status del contenimento primario non è ancora accertato. Nella vasca di stoccaggio si sono verificati gli stessi problemi del reattore, e si è provveduto a gettare acqua dall’esterno attraverso elicotteri e autocarri.

Il livello inferiore degli edifici delle turbine dei reattori 1 e 3 sono allagati con acqua altamente radioattiva, che viene trasferita in un sistema di trattamento dei rifiuti radioattivi e in vasche di stoccaggio temporanee.

Reattore numero 4

Il reattore numero 4 era spento, ma come per gli altri reattori possiede combustibile esaurito nella vasca di stoccaggio. L’aumento di temperatura in tale vasca ha causato la scopertura del combustibile, il suo danneggiamento con parziale fusione e la formazione di idrogeno. L’idrogeno ha causato in incendio in cui ha preso fuoco dell’olio [6] lubrificante contenuto in macchinari posti nei pressi della vasca.

Fukushima_I_by_Digital_Globe_B

Nell’immagine sopra, la situazione dei quattro reattori. Da sinistra il reattore numero 4, numero 3 (con fuoriuscita di fumo bianco), numero 2 e numero 1. Ad eccezione del reattore numero 2, le esplosioni di idrogeno hanno danneggiato gravemente gli edifici.

Misurazioni della radioattività nell’acqua marina

Nei pressi del reattore 2 la radioattività nell’acqua marina [4] dovuta al Cs-134 e Cs-137 è passata da oltre 100 MBq/L a circa 5 kBq/L il 7 maggio, ma è aumentata nuovamente a 20 kBq/L il 16 maggio e a 10 kBq/L il 17 maggio. Successivamente la radioattività è scesa lentamente a 2 kBq/L ma è aumentata a 5 kBq/L il 29 maggio. Le concentrazioni di I-131 sono molto variabili: il 28 e 29 maggio era attorno a 20 kBq/L.

Le ultime misurazioni nei pressi del reattore 2 mostrano che la radioattività è circa 55 volte il limite per il Cs-137 e 500 volte il limite per lo I-131.

La situazione dettagliata dei reattori è riassunta dalla IAEA in base ai 5 parametri seguenti: Controllo della reattività, Ripristino del raffreddamento, Integrità del contenimento, Confinamento del materiale radioattivo, Mitigazione delle fuoriuscite delle radiazioni.

Obiettivi Unità 1 Unità 2 Unità 3 Unità 4
Controllo della reattività Il reattore deve essere in condizione subcritica. Raggiunta Raggiunta Cautela

In via precauzionale viene iniettato acido borico

Cautela

Devono essere compiute ulteriori analisi

Ripristino del raffreddamento La temperatura del liquido di raffreddamento deve essere stabile. Il combustibile deve essere interamente ricoperto dall’acqua. Deve essere disponibile la generazione di energia esterna. Deve essere possibile stabilire un sistema a ciclo chiuso e a lungo termine di raffreddamento. Non raggiunto

Livello d’acqua inferiore al previsto. Confermata la fusione del combustibile all’interno del reattore che si è raccolto nella parte inferiore del contenitore. Generatori diesel in funzione. Iniezione di acqua dall’esterno

Non raggiunto

Generatori diesel in funzione. Iniezione di acqua dall’esterno

Non raggiunto

Generatori diesel in funzione. Iniezione di acqua dall’esterno

Parzialmente raggiunto

Generatori diesel in funzione. Iniezione di acqua dall’esterno

Integrità del contenimento Il contenitore deve essere senza perdite. La pressione deve essere entro i limiti. Le esplosioni di idrogeno devono essere prevenute. Non raggiunto

Iniezione di azoto all’interno del reattore per impedire la combustione dell’idrogeno. La fusione del combustibile potrebbe aver messo in pericolo l’integrità del contenimento.

Non raggiunto

Contenitore del reattore danneggiato. Deve essere verificata la fusione del combustibile. Edificio danneggiato dall’esplosione di idrogeno.

Non raggiunto

Perdita di pressione il 20 marzo per cause sconosciute. Frattura nel contenimento primario con fuoriuscita di vapore

Confinamento del materiale radioattivo Il contenitore del reattore deve essere senza perdite, o le perdite devono essere confinate. Parzialmente raggiunto

Il contenitore del reattore presenta delle perdite. La posizione della perdita non è stata identificata.

È iniziata l’installazione di una copertura del reattore

Non raggiunto

Il contenitore del reattore presenta delle perdite. Deve essere installata una copertura del reattore

Non raggiunto

Il contenitore del reattore presenta delle perdite, La posizione della perdita non è stata identificata.

Cautela

Le barre di combustibile sono completamente immerse nell’acqua, ma è necessario il monitoraggio dei vari parametri

Mitigazione delle fuoriuscite di materiale radioattivo Parzialmente raggiunto

Sono stati osservati dei rilasci intermittenti di materiale radioattivo. Installato un sistema di filtraggio per il controllo della radioattività nel ventilamento.

Parzialmente raggiunto

Sono stati osservati dei rilasci intermittenti di materiale radioattivo. Continua ad essere emesso del “fumo bianco”. L’acqua radioattiva viene trasferita in appositi siti di trattamento/stoccaggio

Parzialmente raggiunto

Sono stati osservati dei rilasci intermittenti di materiale radioattivo. Continua ad essere emesso del “fumo bianco”.

Cautela

Secondo quanto riferito da TEPCO le barre di combustibile possono essere ipotizzate come intatte, ma è necessario confermare questa situazione

Note:
[1] IAEA, Fukushima Nuclear Accident Update Log
[2] IAEA International fact finding expert mission of the nuclear accident following the great east Japan earthquake and tsunami – Preliminary Summary, 1 june 2011
[3] IAEA Summary of Reactor Status (2 June 2011) http://www.slideshare.net/iaea/summary-of-reactor-unit-status-2-june-2011
[4] Concentrazioni nell’acqua marina limite stabilite dall’OMS: 40 Bq/L per lo I-131 e 90 Bq/L per il Cs-137.
[5] Nuclear Energy Institute, Frequently Asked Questions: Japanese Nuclear Energy Situation (Updated 23 may 2011)  http://www.nei.org/filefolder/FAQs_Japanese_Nuclear_Situation_05232011.pdf
[6] IEEE Spectrum, Explainer: What Went Wrong in Japan’s Nuclear Reactors  http://spectrum.ieee.org/tech-talk/energy/nuclear/explainer-what-went-wrong-in-japans-nuclear-reactors
[7] Immagine tratta da Reactor Concepts Manual – Boiling Water Reactor pubblicato da NRC all’indirizzo http://www.nrc.gov/reading-rm/basic-ref/teachers/03.pdf. Annotazioni mie.

23 maggio 2011

Un tranquillo ballottaggio di paura

Filed under: Uncategorized — folliaquotidiana @ 19:52

Ecco come si sta svolgendo la campagna elettorale del PdL per le amministrative di Milano.

Innanzitutto si calunnia l’avversario come ha fatto Letizia Moratti quando, da perfetta garantista, accusa il candidato del centrosinistra di furto. Peccato che è stato assolto. Ma il garantismo che è sempre stato strillato dal PdL quando si parla di Berlusconi, anche nei processi in cui è stato riconosciuto colpevole e prescritto, è a senso alterno.

Il TG1 aveva infatti tradotto “colpevole e prescritto” in “assolto” per David Mills nell’omonimo processo. Ma basta una condanna di primo grado e l’assoluzione in secondo e terzo grado per essere colpevoli se non si appartiene al PdL.

Borghezio aveva espresso dubbi sulla Moratti, magari nella sicurezza che nella capitale del Nord sarebbe stata comunque confermata: a tre giorni dal voto confessava che “Votare la Moratti a Milano? Beh, a volte si inghiotte…sì, si inghiotte qualcosa che non è proprio Nutella”, anche se “A Milano ci turiamo il naso, ma la votiamo, sì… diciamo che per fortuna io voto a Torino, ecco”.

Ma il lunedì sera è accaduto l’impensabile. Il candidato del centrosinistra aveva staccato di molti punti percentuale la Moratti e si doveva andare al ballottaggio.

Il panico nel PdL si è quindi trasformato in aggressività pura. Prima il solito Berlusconi a reti unificate, con finte interviste-spot, che sono costate un richiamo durissimo dell’autorità delle comunicazioni e le sanzioni a Tg1, Tg2, Studio Aperto, Tg5, Tg4. Solo Tg3 e il Tg di La7 sono rimaste a dare un’informazione equilibrata. E poi qualcuno non crede che Berlusconi abbia il controllo di quasi tutte le televisioni.

Dopo il furto, Pisapia è diventato peggio dell’anticristo, in grado di trasformare Milano in una “una zingaropoli islamica”, “la "Stalingrado d’Italia" e "una città disordinata, caotica e insicura" (Berlusconi), gestita da “estremisti di sinistra”. Secondo Bossi la città non deve essere lasciatain mano ad un matto” (frase smentita successivamente), che “trasformi la nostra città in una sorta di porto franco per il consumo di droga” (Massimo Corsaro), perché secondo la Santanchè sarebbe “come portare la droga senza se e senza ma”, e quindi conclude Giovanardi “aumentare il giro d’affari della criminalità organizzata”. Oltre a “discriminare sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli favorendo femminielli, gay trans riconosciuti attraverso registri che ne legittimano le unioni”. Un elenco di insulti completo è stato pubblicato dall’Espresso.

Visto che il brillante Borghezio si è accorto che il candidato del centrosinistra poteva anche vincere il ballottaggio, non ha più proposto di votare la Moratti turandosi il naso, ma ha affermato che Pisapia è uno “culo e camicia con i terroristi”, “un pirla” e in caso di una sua vittoria a Milano “i fondamentalisti islamici, in primis Al Quaeda, sarebbero felicissimi”, considerato che avere Pisapia a Palazzo Marino “è come se sul Duomo sventolasse una bandiera islamica”. Per l’affermazione su Al Quaeda Borghezio dovrebbe tuttavia pagare i diritti d’autore all’ineffabile Gasparri [1], secondo il quale il candidato del centrosinistra, se diventasse sindaco “rappresenterebbe un oggettivo pericolo per Milano”.

Se aggiungiamo una dubbia aggressione ad una sostenitrice del PdL, ci troviamo ad un tranquillo ballottaggio di paura.

Per quale motivo c’è una tale aggressività nel PdL? Forse perché in ballo c’è l’Expo e tutti i soldi che ci gireranno attorno?

Note

[1] Il geniale Gasparri aveva affermato una cosa simile all’elezione di Barak Obama.

6 aprile 2011

Armi di distrazione di massa o nostalgia del passato?

Filed under: follia, politica — Etichette: , — folliaquotidiana @ 00:37

In questo periodo travagliato e, per quanto mi riguarda, piuttosto deprimente della situazione politica italiana, ad alcuni senatori è venuta in mente un’ideona: presentare un disegno di legge costituzionale (!) per abrogare l’articolo della Carta che vieta la ricostruzione del partito fascista (Art. XII Disposizioni Transitorie e Finali).

La tempistica è veramente straordinaria. Attualmente c’è un dibattito incandescente sulla giustizia e sui soliti guai del Premier, mentre a seguito di una operazione militare NATO in Libia e dei tumulti scoppiati qualche mese fa nel nord africa si deve gestire l’ingresso dei profughi che giungono da questi paesi. Mentre si stanno discutendo questi temi, questi cinque signori hanno deciso di contribuire a risolvere i problemi del paese con questa proposta.

Parliamo di Cristano De Eccher (primo firmatario – PdL) Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua (PdL), Giorgio Bornacin (PdL), Achille Totaro (PdL), Egidio Digilio (Fli).

La motivazione per tale disegno di legge? Secondo Di Stefano, il divieto è “un retaggio storico che oggi ha poco senso. A chi verrebbe in mente di riformare un partito fascista, così come era concepito allora?”. Geniale. Secondo questa logica, si potrebbero togliere molti altri divieti, poiché a chi verrebbe in mente, ad esempio, di compiere atti terroristici? Si potrebbe quindi, secondo la distorta logica di Di Stefano, proporre di eliminare il reato di terrorismo.

Purtroppo ci sono molte persone che avrebbero in mente di riformare il partito fascista, anche “così come era concepito allora”. Ma la proposta di riforma costituzionale è, per fortuna, già morta in partenza, essendo già stata disconosciuta dal PdL e stigmatizzata da entrambi i presidenti delle Camere.

Quindi, o i signori sopra citati sono parecchio a corto di idee politiche e in mancanza d’altro si dilettano a presentare queste sciocchezze, oppure potrebbero aver innescato un’arma di distrazione di massa. Potrebbero, in altre parole, aver tentato di occupare le notizie dei media con polemiche prevedibilissime (attacco dell’opposizione, difesa sdegnata dei firmatari, la Mussolini che chiede la riappacificazione con il Nonno, gente in piazza, ecc. ecc.) per non lasciare spazio ad altre proposte di legge, che i loro colleghi desidererebbero invece lontane dai riflettori dei dibattito pubblico. Tanto per citarne qualcuna, cavilli vari da inserire per bloccare i processi del Premier che sono stati proposti in tutta fretta non appena questi ultimi sono ripresi, come prescrizione abbreviata, processo abbreviato, strane amnistie a chi ha superato i 70 anni e cose di questo genere.

21 marzo 2011

Ma quanta energia nucleare importiamo?

Filed under: energia, informazione — Etichette: , — folliaquotidiana @ 22:17

Negli ultimi giorni, a seguito del disastro di Fukushima, gli esperti favorevoli al nucleare hanno sottolineato che l’Italia importa energia elettrica prodotta da centrali nucleari. La domanda retorica che segue il ragionamento è: perché non la produciamo direttamente noi invece di comprarla? Si potrebbe obiettare che produrre non è sempre meglio che comprare, e infatti nella gestione d’impresa si studia il problema “make or buy”, che non ha soluzioni predefinite. In ogni caso sono state sparate strane cifre sulla percentuale di energia nucleare importata dall’estero.

In particolare, il ministro dello sviluppo economico Romani ha precisato in una riunione dei ministri europei a Bruxelles, che “il 19% dell’energia che consumiamo in Italia è prodotta dal nucleare” poiché “tutti i paesi europei hanno centrali”.

Ora, anche se fosse vero che tutti i paesi europei hanno tali centrali (cosa che non è vera: Austria, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Grecia e i paesi dell’ex Jugoslavia non ne possiedono), come è possibile avere il 19% dell’energia proveniente dal nucleare quando ne importiamo circa il 14% ?

I dati Terna del 2009 e quelli provvisori del 2010 forniscono valori diversi: nel 2009 il consumo di energia in Italia è stato pari a 319,037 TWh di cui 47,071 TWh ricevuta da fornitori esteri pari al 14,75%, mentre nel 2010 il consumo è stato di 305,500 TWh di cui 45,761 TWh da fornitori esteri pari al 14,97%.

Ma la vera quantità di energia proveniente dal nucleare che viene importata in Italia è inferiore, poiché i fornitori esteri non producono il 100% della loro energia tramite centrali nucleari. Esistono 5 interconnessioni tra l’Italia e i paesi esteri, rispettivamente Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Grecia. Secondo l’autorità per l’energia, nel 2009 abbiamo importato 47,071 TWh dall’estero, ma se calcoliamo la percentuale di energia elettrica prodotta dal nucleare nel paese di origine, si ottengono questi valori:

 

Quantità totale importata (TWh) Percentuale prodotta da nucleare Quantità da nucleare importata (TWh)
Francia 11,939 78% 9,312
Svizzera 24,975 39% 9,740
Austria 1,192 0% 0
Slovenia 6,773 40% 2,709
Grecia 2,192 0% 0
Totale 47,071 21,761

 

Quindi la quantità di elettricità proveniente dal nucleare è pari a 21,761 TWh, pari al 6,82%. Che è circa un terzo rispetto a quello dichiarato dal nostro ministro.

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