Follia Quotidiana

13 marzo 2010

Rifiuti elettronici: E-Waste

Filed under: ambiente — Etichette: , , — folliaquotidiana @ 18:53

La straordinaria diffusione dei prodotti elettronici ha posto il problema dello smaltimento dei rifiuti. Tali rifiuti non possono essere considerati come “normali” poiché, contengono parti riciclabili (metalli, vetro e plastica), e parti tossiche. Il problema del trattamento di tali rifiuti presenta quindi una doppia sfida: riciclare alcune parti e smaltirne correttamente altre.

Attualmente non si è riusciti a creare una economia “circolare” delle apparecchiature elettroniche, con il riciclo e il recupero dei rifiuti elettronici. I problemi sono diversi:

  1. Raccolta insufficiente dei rifiuti
  2. Tecnologie parzialmente inappropriate
  3. Flussi illegali di esportazione dei rifiuti in regioni dove non esiste regolamentazione (paesi in via di sviluppo)

Il riciclo è fondamentale, oltre per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti, anche per limitare le emissioni di gas serra. Infatti, il recupero dei metalli presenti nei rifiuti elettronici richiede solo una frazione dell’energia richiesta per estrarre i minerali nelle miniere. Inoltre, alcuni elettrodomestici (frigoriferi, condizionatori) contengono gas pericolosi per lo strato di ozono, come i CFC e i HCFC.

Cosa contengono i prodotti elettronici ?

Cellulari

Per comprendere il problema, si consideri un telefono cellulare. Esso contiene più di 40 elementi tra cui metalli normali (rame, stagno), metalli speciali (cobalto, indio, antimonio), metalli preziosi (argento, oro, palladio). Una tonnellata di cellulari, senza batterie contiene 3,5 kg di argento, 340 g di oro, 140 g di palladio e 130 kg di rame.

Se si considera l’enorme numero di cellulari presenti nel mondo (1 miliardo e 200 milioni di unità) si ottengono cifre impressionanti: 300 tonnellate di argento, 29 tonnellate di oro, 11 tonnellate di palladio, 11 mila tonnellate di rame e 4500 tonnellate di Cobalto.

Computer e portatili

In un singolo computer sono sono presenti 1 g di argento, 220 mg di oro, 80 mg di palladio, 500 g di rame, oltre a 65 g di cobalto nelle batterie del portatile. Nel mondo sono presenti 255 milioni di unità e circa 100 milioni di batterie per i portatili.

Le quantità di metalli preziosi presenti nei cellulari e nei computer di tutto il mondo rappresentano il 3% della produzione mondiale di argento e di oro, il 13% del palladio e il 15% del cobalto (anno 2007).

Generazione di energia

Nei pannelli fotovoltaici sono presenti metalli speciali come il selenio, il tellurio, l’indio e nelle celle a combustibile sono presenti platino e rutenio.

Impatto ambientale

L’estrazione dei metalli preziosi, a causa delle loro basse concentrazioni nelle rocce, ha un significativo impatto ambientale. In particolare l’estrazione dell’oro è una delle attività più pericolose per l’ambiente, se non viene svolta correttamente (vedi http://www.unctad.org/en/docs/pocomd45.en.pdf). Una delle emergenze ambientali mondiali è costituita dalle attività di estrazione aurifera artigianali, nei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. Il problema è costituito dall’avvelenamento da mercurio: esso viene utilizzato per “catturare” l’oro dalle rocce. L’oro viene separato dal mercurio facendo evaporare quest’ultimo tramite calore. Il mercurio viene viene disperso nell’ambiente ed inalato dai lavoratori in forma di vapore. La situazione è particolarmente grave in Mozambico, nel distretto di Manica, dove più di 10 mila persone sono impiegate direttamente o indirettamente nell’estrazione artigianale dell’oro. Si stima che tale attività rilasci nell’ambiente 1000 tonnellate di mercurio all’anno.

Anche controllando rigorosamente i processi di estrazione, per produrre 1 tonnellata di oro, platino o palladio, sono generate circa 10 mila tonnellate di CO2, mentre per produrre 1 tonnellata di rame si emettono 3,4 tonnellate di CO2. Per i componenti elettronici sono richieste annualmente 300 tonnellate di oro, con la produzione totale di circa 5,1 milioni di tonnellate di CO2.

Lo smaltimento inappropriato dei rifiuti elettronici è pericolosa per l’uomo e per l’ambiente a tre diversi livelli:

  1. emissioni primarie: sostanze pericolose contenute nei rifiuti (mercurio, arsenico, fluidi di raffreddamento fluorinati, Policlorinati bifenili (PCB)
  2. emissioni secondarie: sostanze pericolose emesse da trattamenti impropri (ad esempio l’incenerimento di plastiche)
  3. emissioni terziarie: sostanze pericolose che sono impiegate durante il riciclaggio e smaltite in modo inappropriato

Le fasi dello smaltimento sono: collezione dei rifiuti, smantellamento, preprocessamento, processamento finale. Al termine, i materiali recuperati sono riutilizzati e i materiali che non si possono recuperare sono smaltiti in modo appropriato.

Il problema degli smaltimenti illegali

Greenpeace, assieme a Sky television e a The Indipendent, ha effettuato un piccolo esperimento. pg-04-Lagos-Greenpe_134255sHa posizionato un rilevatore satellitare all’interno di un televisore rotto, per controllare dove sarebbe stato smaltito. Il televisore è stato consegnato presso il servizio locale di riciclo della Gran Bretagna. Si è scoperto che l’azienda BJ Electronics, che ricicla questo tipo di rifiuti, seguiva una procedura illegale: inviava i rifiuti, tra cui il televisore contenente il trasmettitore, in Nigeria, nella città di Alaba. Una vera e propria discarica a cielo aperto, dove dozzine di bambini scavano tra i rifiuti per estrarre frammenti di microchip, schede madri e tubi catodici. Questa operazione li espone a gravissimi rischi per la salute. I numeri dell’inchiesta mettono i brividi: i rifiuti elettronici inglesi scaricati illegalmente in africa si aggirano almeno attorno a 10 mila tonnellate di televisori e 23 mila tonnellate di computer. 

Altre destinazioni dei rifiuti elettronici sono la Cina e l’India.

Attualmente, solo il 9% dei computer viene riciclato. E’ estremamente urgente un giro di vite per bloccare l’esportazione illegale dei rifiuti elettronici. Le aziende, naturalmente, cercano di evitare come la peste l’onere dello smaltimento.

La classifica dei produttori

Greenpeace ha stilato una classifica dei produttori di beni elettronici, basandosi sulle loro politiche riguardanti

  • l’eliminazione delle sostanze tossiche nei loro prodotti
  • il ritiro e riciclaggio dei prodotti
  • le emissioni di gas serra

La classifica può essere consultata sul sito di Greenpeace (versione italiana), e può essere utilizzata da ogni consumatore sensibile per orientare i propri acquisti. Esiste un sito dell’organizzazione ambientalista dedicato esclusivamente all’”elettronica verde”.

Riferimenti:

United Nation Eenvironment Programme, “RECYCLING – FROM E-WASTE TO RESOURCES”, Sustainable Innovation and Technology Transfer Industrial Sector Studies, july 2009, disponibile: http://www.unep.org/PDF/PressReleases/E-Waste_publication_screen_FINALVERSION-sml.pdf

14 commenti »

  1. visto che quel che dicevo dei pannelli fotovoltaici è vero? son pericolosi per l’ambiente! (l’ho fatto! ho detto “te lo avevo detto”, che cosa odiosa, ma è che non mi crede mai nessuno)
    non c’è cosa che si produca che non crei nuovi problemi, all’ambiente, alla salute

    e le “idee ecologiste” di solito son quelle pù “ecologicamente pirla”

    io spererei tanto che a fronte di questi dati le persone si rendessero conto che se davvero vogliamo dare il colpo di grazia al pianeta quel che dobbiamo fare è correre a rottamare gli elettrodomestici per comprarne di nuovi che “consumano meno” …

    solo un pianeta di “pirla” può non rendersi conto che quel che butti non è “polevre che torna alla polvere”, ma veleno che resta veleno e che l’invito alla rottamazione di quel che “consuma molto” è solo un invito al suicidio di massa

    come fare qualcosa di veramente ecologico? smettere di produrre e consumare “tecnologia” che non serve a nulla se non a far arricchire a dismisura i “nuovi imperatori” e devastare la terra

    potremmo scoprire che, come diceva Gandhi:
    Nel mondo esistono abbastanza risorse per soddisfare le necessità di tutti, ma non per alimentare l’avidità di ognuno

    nulla come il “progresso” ha mai portato più miseria, malattia, povertà, infelicità, morte

    Commento di senzacredercitroppo — 14 marzo 2010 @ 12:23

    • Allora vuoi proprio che litighiamo :-) A parte gli scherzi, il discorso sulla decrescita è assolutamente giusto, ed io sono d’accordo. Tuttavia, penso che al giorno d’oggi sia ancora troppo utopistico: è impensabile proporre la decrescita ai governi occidentali. Per questo io mi accontento di un risultato inferiore, ma comunque soddisfacente: produrre energia e beni in maniera sostenibile, ovvero senza inquinare o inquinando il meno possibile.
      Il progresso non è il male assoluto, poiché crea tecnologie per poter migliorare l’impatto ambientale di alcune attività umane, e migliorare il nostro stile di vita. Ad esempio, è possibile riciclare i rifiuti elettronici (e con essi i pannelli solari). In questo modo diminuirà la richiesta di risorse, e con essa l’inquinamento prodotto.

      Prendo l’esempio dei rifiuti solidi urbani. Oggi si scavano delle discariche e si smaltiscono in questo modo. Si seppellisce tutto. Inoltre, alcune aziende smaltiscono in questo modo anche rifiuti speciali. Torniamo ai rifiuti urbani: se si separa (come faccio io) plastica, alluminio, vetro, carta, e li si ricicla, i rifiuti si riducono moltissimo. Io raccolgo anche le pile, i medicinali scaduti e l’olio da cucina usato. Si dovranno scavare pochissime discariche solo per interrare i rifiuti organici che si decomporranno in poco tempo, oppure potrebbero generare il compost, per l’agricoltura o per la produzione di biogas. Impatto ambientale bassissimo.

      Commento di folliaquotidiana — 14 marzo 2010 @ 15:17

  2. forse un giorno ti raggiungo a fantasilandia: il luogo dove mettendo pezze su vestiti sporchi e stracciati si ottengono abiti nuovi e puliti … al momento io vedo solo un pianeta pieno di “straccioni”, “zozzi dentro”, che si raccontano di essere molto fighi (non so se come metafora rende, conto molto sulle tue capacità interpretative ;-) !)

    Commento di senzacredercitroppo — 14 marzo 2010 @ 15:31

    • Correggimi se ho interpretato bene: secondo te non si dovrebbe riciclare?

      Commento di folliaquotidiana — 14 marzo 2010 @ 20:47

  3. …sia chiaro, come sempre non ce l’ho con te personalmente (sento di doverlo scrivere pur sicura che lo sai) , ma che accidenti di persone siam diventate? “mi accontento del meno peggio”?
    i nostri vocabolari ormai servon solo a comporre frasi che vanno dal “così fan tutti” al “e che ci vuoi fare?”

    l’assunzione di responsabilità o non esiste o è in capo ad altri in altri tempi

    e le “menti più brillanti” hanno una capacità di valutare le conseguenze delle loro azioni che non va oltre il quarto d’ora

    io non mi capacito

    Commento di senzacredercitroppo — 14 marzo 2010 @ 15:39

    • Naturalmente: la nostra è una discussione che non scende sul piano personale.
      Quello che ti sto dicendo è che la soluzione perfetta o non esiste oppure è inapplicabile per la situazione attuale. Quindi, non essendo possibile percorrere la soluzione ideale, si deve procedere a percorrere la soluzione migliore possibile. Una volta raggiunta tale situazione “migliore” si potrà aspirare a quella “ideale”.

      Commento di folliaquotidiana — 14 marzo 2010 @ 20:50

  4. secondo me non si dovrebbe riciclare?!? … mi pare davvero inutile risponderti, da me invece ti ho risposto

    Commento di senzacredercitroppo — 14 marzo 2010 @ 22:59

  5. in verità dell’articolo che sto per segnalarti condivido poco, è anche lui pieno di “pirlate”

    forse però questa parte ti spiega un po’ di cosa io cerchi di parlare da me

    Da una recente analisi si è visto che per produrre energia sufficiente a soppiantare gran parte di quanto fornito dai combustibili fossili, si dovrebbero costruire 200 metri quadri di pannelli solari fotovoltaici e 100 di solare termico al secondo più 24 turbine eoliche all’ora per i prossimi 25
    anni.

    l’articolo è al link sotto, e il titolo non dice che per salvarci dobbiamo trovare nuovi modi per continuare vivere come stiamo vivendo ma che
    dobbiamo cambiare cultura, smettere di produrre in eccesso

    http://www.unita.it/news/ambiente/96239/per_salvare_noi_e_la_terra_bisogna_cambiare_cultura

    Commento di senzacredercitroppo — 16 marzo 2010 @ 13:03

    • Grazie per la segnalazione. Si potrebbe comunque evitare completamente l’impiego di pannelli solari con la costruzione di centrali solari termodinamiche. Puoi leggere il mio articolo sul progetto DESERTEC.

      Commento di folliaquotidiana — 16 marzo 2010 @ 21:45

  6. …ci rinuncio … è come quella vecchissima macchietta che vede un tale ordinare un caffè con panna, il barista risponde che non c’è panna e il tale dice “ok, allora una cioccolata con panna” e via all’infinito …(non so che faccina metterci, come si fa a farne una tra lo sfinito e l’incredulo?)

    Commento di senzacredercitroppo — 16 marzo 2010 @ 22:25

    • Guarda che ho capito il tuo punto di vista: volevo solo segnalare un’alternativa ai pannelli solari.

      Commento di folliaquotidiana — 16 marzo 2010 @ 23:50

  7. ma neanche a “casa vianello” son mai riusciti a metter assieme una cosa così …sto ridendo mentre mi strappo i capelli

    Commento di senzacredercitroppo — 17 marzo 2010 @ 00:01

  8. una domanda che puoi cancellare subito (non so dove altro fartela) : perchè non linki il tuo nick? (a dire, perchè non fai in modo che cliccando su “folliaquotidiana” si arrivi al tuo blog?)

    Commento di senzacredercitroppo — 17 marzo 2010 @ 00:03

  9. [...] si evita di stipare il computer in cantina o in soffitta (una fine indegna per una risorsa ricca di materiali preziosi e ancora utile) e si consente a qualcun altro, che ne ha bisogno, di usufruirne. La prima mossa da [...]

    Pingback di Riutilizzare un “vecchio” PC: venderlo, regalarlo o ricondizionarlo « MadreTerra’s Weblog — 23 gennaio 2012 @ 21:36


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