Follia Quotidiana

11 novembre 2011

Le nuove balle del Battaglia

Il Prof. Battaglia riprende uno dei suoi passatempi preferiti: convincere i poveri lettori de “Il Giornale” che il riscaldamento globale non esiste. E io, nel mio piccolo, riprendo uno dei miei passatempi preferiti: verificare le affermazioni del professorone. Nel suo ultimo articolo viene criticata nientemeno che la rivista Nature, colpevole, a suo dire, di “non gradire i risultati che sconfessano l’origine antropica dei cambiamenti climatici”. Analizzo le affermazioni contenute nell’articolo prendendo ad esempio i dati analizzati dal GISS (Goddard Institute for Space Studies) della NASA, dal National Climatic Data Center del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e dall’Hadley Center del Met Office. I dati grezzi sono gli stessi ma le analisi sono effettuate da gruppi diversi, che garantisce una verifica sulle conclusioni. Queste ultime sostengono l’esistenza di un aumento delle temperature globali sia terrestri che marine di origine antropica.  

Il Battaglia sostiene che

le misure dalle stazioni di terra ci direbbero che il pianeta si sta riscaldando. Peccato che 1) quelle stazioni campionano meno del 30% della superficie delle terre emerse e trascurano la totalità della superficie degli oceani

Potrei fare facili battute sul fatto che le stazioni di terra si chiamano così perché non stanno sul mare… Ma, tornando ai discorsi seri, il riscaldamento globale viene misurato sia dalle stazioni di terra che da misurazioni dirette delle temperature superficiali delle acque marine. In particolare, i dati delle temperature superficiali dei mari (Sea Surface Temperatures – SST) sono stati raccolti prima attraverso delle navi e boe e successivamente attraverso misurazioni satellitari [1].

2) il 70% di esse sono situate in località non a norma, ad esempio in aree che negli anni si sono urbanizzate (ove gli aumenti di temperatura registrati nulla hanno a che vedere col clima);

gli effetti urbani sono ben noti: le analisi effettuate dal GISS includono infatti degli aggiustamenti nei valori per compensare gli effetti non climatici sulle temperature misurate nelle aree urbane [2]. Tali effetti sono comunque piccoli, stimati in meno di 0.1 °C nel secolo scorso [2]. Poiché sono proporzionali all’area urbana in cui si trova la stazione di misurazione, vengono utilizzati satelliti che misurano la quantità di luce emessa dalle abitazioni nelle ore notturne. [2]

3) le misure satellitari, da quando disponibili, non registrano alcun aumento di temperatura dell’atmosfera né sopra gli oceani né sopra le terre emerse;

I dati satellitari sono uniti assieme a quelli non satellitari. E i dati mostrano un aumento delle temperature. (Vedere in seguito).

4) la teoria del riscaldamento globale antropogenico prevede che nella troposfera equatoriale a 10 km da terra si registri un riscaldamento almeno doppio di quello registrato a terra, ma le misure satellitari registrano, lassù, non un accentuato riscaldamento (men che meno doppio) ma un rinfrescamento!

Il NOAA fa invece notare che le recenti analisi degli andamenti delle temperature nella troposfera media e inferiore (tra 750 m e 8 km), utilizzando satelliti e palloni atmosferici, mostrano incrementi analoghi a quelli osservati per le temperature superficiali. Il raffreddamento mostrato dai dati delle parti superiori dell’atmosfera è previsto dai modelli. L’effetto serra provoca un raffreddamento nelle parti superiori dell’atmosfera a causa dell’effetto “coperta” degli strati atmosferici inferiori, che trattengono una maggiore quantità di calore lasciandone meno negli strati superiori.

 In una intervista Charles Keller, direttore del Los Alamos Institute for Geophysics and Planetary Physics, illustra altri fattori che hanno contribuito a raffreddare gli strati atmosferici superiori, in particolar modo negli anni ‘90: “Quando si osservano i primi 13 anni di temperature rilevate dai satelliti, si nota che sono in buon accordo con le temperature superficiali. Ma dal 1992 al 1997 c’è incongruenza. In quel periodo la stratosfera, lo strato atmosferico sopra alla troposfera che contiene lo strato di ozono, si è raffreddata decisamente. Ci siamo chiesti se poteva esserci qualche fattore che poteva causare un simile effetto e abbiamo controllato l’evento del 15 giugno 1991: l’eruzione del monte Pinatubo nelle Filippine”. Il gruppo di studio guidato da Keller ha scoperto che la massiccia eruzione ha accelerato la distruzione dell’ozono provocata dai clorofluorocarburi. L’assottigliamento dello strato protettivo di ozono ha impedito il normale compito di questo gas, ovvero l’assorbimento dei raggi ultravioletti. Con tale assorbimento, lo strato di ozono si riscalda e fa aumentare le temperature della stratosfera. I dati hanno mostrato che dopo l’eruzione e il successivo raffreddamento della stratosfera, le temperature superficiali e quelle atmosferiche hanno iniziato a scendere e successivamente a risalire. Le osservazioni effettuate hanno portato a nuove scoperte legate fenomeni de El Niño e de La Niña. Normalmente, durante gli anni interessati dal primo fenomeno, l’alta e la bassa troposfera hanno una temperature superiori rispetto alla superficie, mentre durante il secondo fenomeno le temperature sono invece inferiori rispetto a quelle superficiali. Tuttavia nella stagione del 1992, interessata dal fenomeno El Niño, la troposfera superiore era più fredda del previsto, prova che essa era influenzata da una stratosfera più fredda. Questi dati sono stati confermati da simulazioni computerizzate condotte dallo stesso team, che ha concluso: “I critici del riscaldamento globale sostengono che non esiste poiché non è visibile dall’atmosfera dai satelliti. Le osservazioni del nostro team eliminano potenzialmente una delle prime obiezioni a questa teoria.”

Sinceramente non so a quali analisi e a quali dati fa riferimento il Prof. Battaglia. Ma i dati raccolti da stazioni terrestri, navi, boe e satelliti, analizzati, calibrati e corretti da enti prestigiosi e disponibili pubblicamente dimostrano il riscaldamento globale. I dati satellitari sono coerenti e gli effetti urbani sui dati sono compensati. Infine, il raffreddamento della troposfera superiore conferma i modelli climatici attualmente utilizzati.

Note

[1] Reynold et al, “An improved in situ and satellite SST analysis for climate”, J. Climate, Vol. 15 (2002), pp. 1609-1625. Disponibile: ftp://ftp.emc.ncep.noaa.gov/cmb/sst/papers/oiv2pap/oiv2.pdf
[2] Hansen, J., R. Ruedy, Mki. Sato, and K. Lo “Global surface temperature change”. Rev. Geophys., 48, RG4004, doi:10.1029/2010RG000345. Disponibile: http://pubs.giss.nasa.gov/docs/2010/2010_Hansen_etal.pdf

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